IL SENTIERO DEI GRANDI ALBERI E LA COSTA DEL PALIO

(arch. ERSAF Lombardia)

Descrizione: dietro il Resegone, c’è un angolo della Provincia di Lecco che sconfina in Val Taleggio, laterale della bergamasca Val Brembana. Questo fatto curioso è legato alla particolare storia di questo fazzoletto di terra, in quanto avamposto, nei secoli passati, del Ducato di Milano contrapposto alla Serenissima Repubblica di Venezia. Qui si trova il Comune di Morterone, il più piccolo d’Italia, contando poco più di una ventina di abitanti. Il facile percorso si sviluppa sul fianco settentrionale della Costa del Palio e permette di toccare con mano alcuni alberi monumentali che qui trovano condizioni ideali per vivere.

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SENTIERO GLACIOLOGICO LUIGI MARSON – 13.9

Descrizione: il sentiero L. Marson avvicina il grande pubblico allo splendido ambiente naturale in cui è inserito il Ghiacciaio di Fellaria, uno dei maggiori delle Alpi Centrali italiane con le sue due effluenze, Occidentale ed Orientale. La diga di Gera una delle più grandi d’Italia ed è la base di partenza per questa escursione. Una traversata sul lato destro del lago di Gera conduce al Rifugio Bignami posto lungo l’Alta Via della Valmalenco, da qui il colpo d’occhio sulle cime e i ghiacciai del gruppo montuoso del Bernina è eccezionale. Il sentiero glaciologico ha inizio dalla vicina Alpe Fellaria e si conclude alle fronti dei due rami del ghiacciaio, dove negli ultimi anni si è formato un grande lago glaciale. Il rientro avviene dal medesimo itinerario di salita.

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CANYONING IN LOMBARDIA CON LE GUIDE ALPINE

(foto Pascal Van Duin)

COS’È IL CANYONING

Tuffi o calate in fresche pozze d’acqua cristallina. Toboga, discese in strette gole di roccia scavate dal fiume. Il Canyoning o torrentisimo consiste nella discesa di torrenti e di strette gole scavate da corsi d’acqua. Questa attività vive in Italia un vero boom di praticanti: non solo sportivi e amanti della montagna – dove si pratica il canyoning – ma anche semplici turisti desiderosi di vivere un’avventura che combina un’attività acquatica con l’ambiente montano.

Un’attività che si svolge in paradisi naturali non può essere esente da rischi. Così la pratica del canyoning richiede un’ottima conoscenza dell’ambiente montano in cui ci si muove, delle tecniche e dell’attrezzatura alpinistica: corde, imbraghi, discensori, ecc. In Italia l’unico professionista abilitato ad accompagnare e ad insegnare la pratica del canyoning è la Guida Alpina specializzata in questa disciplina. Anche perché la legge n. 6 del 2/1/1989 stabilisce che l’insegnamento e l’accompagnamento nelle attività che prevedono l’uso di tecniche e attrezzature alpinistiche siano riservate alle Guide Alpine.

CANYONING IN LOMBARDIA

La Lombardia offre fiumi e vallate uniche per bellezza e natura in cui praticare il canyoning, alcune di fama internazionale: il torrente Cormor in Val Malenco, il Perlana sul lago di Como, il fiume Vione sul lago di Garda, o il Fiumenero in Valbondione, o ancora il torrente Boggia in Val Bodengo, in Valchiavenna, le cui acque accolgono ogni anno centinaia di turisti, dai più esperti ai principianti. Il canyoning infatti, piace ai bambini come agli adultisi pratica in gruppi e non richiede capacità atletiche particolari, se non la confidenza con l’acqua.

Chi volesse sperimentare la bellezza di questa attività può contattare una Guida alpina specializzata in canyoning. Al Collegio delle Guide alpine della Lombardia sono iscritte 46 Guide alpine specializzate segnalate sul sito del Collegio a questo link https://new.guidealpine.lombardia.it/albo-professionale-new/specializzazioni/. Nella sezione “Albo” del sito si trovano poi le email e i numeri di telefono di ciascun professionista.

(Ufficio stampa Guide Alpine Lombardia)

IN RICORDO DI MARIO E KALINA

Mi permetto di utilizzare le pagine del nostro organo di informazione per ricordare un amico, collega Guida Alpina.

Mario Castiglioni ci ha lasciato la notte del 30 aprile di quest’anno a poche centinaia di metri dalla Cabanne des Vignette, con lui sua moglie Kalina e cinque degli otto clienti che accompagnava lungo la Chamonix-Zermatt: Gabriella, Elisabetta, Francesca, Marcello e Andrea.

Non è stato solo un incidente, una valanga, una scarica di sassi o una caduta, come spesso è successo ad altri di noi. È stata una tragedia, consumatasi durante un bivacco dopo una lunghissima giornata passata a cercare invano la via per il rifugio nel corso di una bufera fuori dal comune.

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